Nel 2026 il tema dei mutui torna al centro dell’attenzione di chi desidera acquistare casa. Tra tassi in lieve calo, nuove offerte bancarie in uno scenario economico ancora incerto quindi orientarsi non è semplice. Ne abbiamo parlato con Riccardo Bernardi, Chief Development Officer di 24MAX, che ogni giorno dialoga con oltre 20 istituti di credito e osserva da vicino l’evoluzione del mercato.
Negli ultimi mesi si parla molto di un calo dei tassi. Qual è la situazione attuale?
I dati più recenti confermano un trend positivo. Secondo il rapporto ABI di febbraio 2026, il credito alle famiglie è in crescita per il quattordicesimo mese consecutivo, mentre i tassi medi continuano a scendere. Per fare un esempio concreto, un mutuo medio a tasso fisso oggi si attesta intorno al 3,42%, in lieve calo rispetto al 3,45% di gennaio e decisamente più basso rispetto al 4,42% di fine 2023. È un segnale importante, che indica una maggiore accessibilità al credito per le famiglie.
Le banche stanno davvero spingendo sui mutui?
Assolutamente sì. Le banche continuano a registrare bilanci molto positivi e una delle loro attività principali resta quella degli impieghi, ovvero l’erogazione di credito a famiglie e imprese. Questo si traduce in una forte competitività sul mercato: nuovi prodotti, promozioni e condizioni più vantaggiose per attrarre clienti. È un contesto favorevole per chi vuole acquistare casa.
Ci sono oggi offerte particolarmente interessanti?
Sì, e rappresentano uno degli elementi più interessanti di questa fase. Oggi troviamo mutui a tasso fisso anche al 2,59% per immobili in classe energetica A o B, mentre per altre tipologie si parte da circa il 2,99%. Molto interessanti anche le soluzioni a tasso variabile con cap, che permettono di partire da circa il 2,40% con un tetto massimo intorno al 3,85%. Sono prodotti che, se ben spiegati da un esperto del credito, possono offrire opportunità concrete a chi compra.
Tasso fisso o variabile: come orientarsi oggi?
Non esiste una risposta valida per tutti. Il tasso fisso offre stabilità e protezione nel lungo periodo, mentre il variabile – soprattutto con cap che garantisce un tetto massimo ad una ipotetica crescita dei tassi – può risultare conveniente per via della rata più bassa in questo momento (parliamo di 50-80 euro mensili in meno rispetto al fisso, su un mutuo medi di 140.000 euro). La scelta dipende da diversi fattori: capacità di spesa, propensione al rischio e orizzonte temporale. È proprio in questo contesto che il supporto di un mediatore creditizio diventa fondamentale per individuare la soluzione più adatta. Dal nostro Centro studi emerge che l’83% dei mutui ha un tasso fisso, percentuale in leggero calo rispetto al 2026 e quindi la scelta del variabile, soprattutto protetto con cap, in leggera crescita scelto nel 17%dei casi.
Quanto incide oggi lo scenario economico e geopolitico?
Incide molto, soprattutto in termini di incertezza del futuro. Il mese di febbraio, quando ABI ha pubblicato il report di febbraio, non teneva ancora conto delle evoluzioni geopolitiche di marzo, quindi è necessario mantenere un approccio prudente. I mercati potrebbero reagire a questi cambiamenti, ed è difficile fare previsioni a medio-lungo termine con certezza. Il fatto che il 19 marzo la BCE abbia lasciato i tassi invariati, in piena crisi mediorientale, è sicuramente un segnale al momento di stabilità. Tale decisione è ipotizzabile per il fatto che vi sia una aspettativa che tale guerra possa risolversi in tempi rapidi. In questa situazione la prudenza è d’obbligo.
Cosa ci dicono gli indici di riferimento come IRS ed EURIBOR?
Se guardiamo ai numeri, al momento non si registrano scossoni significativi. Ad esempio l’IRS a 20 anni (IRS parametro di indicizzazione del tasso fisso) è passato dal 3,23% di febbraio al 3,17% il 25 marzo, mentre l’EURIBOR a 1 mese (parametro indicizzazione tasso variabile) è rimasto sostanzialmente stabile, passando da 1,96% a 1,95%. Solo gli indici EURIBOR a 6 e 12 mesi mostrano un rialzo negli ultimi 15 giorni ma è naturale in questo scenario. Questo ci dice che, almeno per ora, il mercato sta mantenendo un certo equilibrio.
È davvero un buon momento per comprare casa con un mutuo?
Sì, lo è. Le condizioni attuali, unite alle promozioni bancarie, rendono questo momento particolarmente favorevole. Inoltre, rispetto all’affitto, l’acquisto risulta spesso più conveniente. Il mercato degli affitti ha canoni molto elevati per immobili spesso di scarsa qualità per via di una offerta molto ridotta. Addirittura, acquistando un immobile, la rata di mutuo può risultare inferiore del 20-30% rispetto ad un canone di locazione per un immobile di tipologia simile. Inoltre il mercato delle compravendite offre maggiori opportunità rispetto a quello delle locazioni di trovare immobili di ottima qualità.
Un ultimo consiglio per chi sta valutando un mutuo?
Il consiglio è quello di non affrontare questa scelta da soli. Il mercato del credito è complesso e in continua evoluzione. Affidarsi a un professionista permette di leggere correttamente le opportunità disponibili e di prendere decisioni consapevoli, evitando errori che possono pesare nel lungo periodo.
24MAX è una società di mediazione creditizia specializzata nell’intermediazione di mutui e finanziamenti, facente parte del Gruppo REMAX Italia. Grazie a un network di oltre 20 istituti bancari partner, supporta i clienti nella ricerca delle migliori soluzioni di credito, accompagnandoli in tutte le fasi del processo: dall’analisi delle esigenze fino all’erogazione del mutuo. Dalla sua nascita nel 2019 ha intermediato quasi 2 miliardi di euro di mutui, contribuendo all’acquisto della casa per circa 15.000 famiglie.