Due giorni a Firenze, migliaia di professionisti provenienti da oltre 40 Paesi, più di 120 affiliati italiani e un unico grande network capace di mettere in relazione persone, competenze e opportunità.
REUCON26, la Convention Europea di REMAX, è stata molto più di un appuntamento dedicato alla formazione e all'aggiornamento professionale. È stata soprattutto un'occasione per vivere concretamente il significato di appartenere a una rete internazionale e per comprendere quanto le relazioni possano incidere sulla crescita di un professionista del real estate.
Per chi lavora nel settore immobiliare, infatti, il mercato di riferimento può essere locale, ma le esigenze dei clienti sono sempre più spesso internazionali. Un proprietario può avere bisogno di vendere un immobile all'estero, un investitore può arrivare da un altro Paese, una famiglia può decidere di trasferirsi e un cliente può cercare una nuova casa a centinaia o migliaia di chilometri dalla propria città. In tutti questi casi, poter contare su una rete di professionisti con cui condividere informazioni, competenze e referral può trasformare una semplice richiesta in una concreta opportunità di business.
È proprio questa una delle esperienze più significative che REUCON26 ha portato a Firenze.
Una rete che cresce guardando al futuro
La Convention ha affrontato molti dei temi che stanno trasformando il mondo del real estate: innovazione, intelligenza artificiale, leadership, marketing, formazione e capacità di adattarsi a un mercato in continua evoluzione.
Nel suo intervento, Michael Polzler, CEO di REMAX Europe, ha raccontato la crescita del network nel continente, sottolineando la velocità con cui REMAX Europe ha saputo svilupparsi negli anni, anche nel confronto con grandi aziende internazionali dell'innovazione. Un percorso che racconta la capacità di un modello nato nel real estate di continuare a evolversi, mantenendo allo stesso tempo ben riconoscibili i propri valori e la propria identità.
Un momento particolarmente significativo è stato quello dedicato alla nuova realtà nata dall'unione tra The Real Brokerage e REMAX: Real REMAX Group. A Firenze, la rete ha avuto l'opportunità di conoscere più da vicino la visione che accompagna questa nuova fase, con Tamir Poleg, Founder di The Real Brokerage e CEO di Real REMAX Group, al centro del nuovo progetto.
L'integrazione mette insieme la forza di un brand immobiliare globale e di un modello di franchising consolidato con una piattaforma tecnologica evoluta, strumenti di intelligenza artificiale e una forte cultura imprenditoriale. Per gli agenti e i broker REMAX, il modello operativo, il brand e il sistema basato sui broker indipendenti rimangono invariati, mentre la nuova dimensione del gruppo apre a ulteriori possibilità di innovazione e sviluppo.
È una prospettiva che si inserisce perfettamente nel messaggio emerso durante REUCON26: innovare non significa cambiare ciò che rende forte un modello, ma metterlo nelle condizioni di continuare a crescere e ad affrontare il futuro.
Il DNA di REMAX: persone, valori e capacità di cambiare
Uno dei momenti più interessanti della Convention è stato il confronto dedicato al DNA di REMAX. Attraverso una tavola rotonda con professionisti provenienti da realtà e mercati differenti, il tema è stato affrontato partendo da alcune parole chiave che ricorrono nelle storie di chi fa parte del network: cambiamento, etica, passione e resilienza.
È proprio il confronto tra esperienze diverse a rendere particolarmente interessante una Convention internazionale. Le condizioni del mercato possono cambiare da un Paese all'altro, così come le abitudini dei clienti, le normative e i modelli organizzativi, ma le sfide affrontate dai professionisti hanno spesso molti elementi in comune.
Ascoltare come un collega dall'altra parte dell'Europa ha affrontato una difficoltà, costruito il proprio team o trovato una soluzione può diventare uno stimolo concreto anche per il proprio percorso professionale.
In questo senso, il network non è soltanto una struttura organizzativa: è una fonte continua di conoscenza, confronto e crescita.
Dalle idee alla capacità di trasformarle in realtà
Tra gli interventi che hanno lasciato maggiormente il segno, quello di Chris Barton, fondatore di Shazam, che ha raccontato la storia della nascita della piattaforma e il percorso necessario per trasformare un'idea in una realtà conosciuta in tutto il mondo.
La sua esperienza parte da un'idea che, al momento della sua nascita, sembrava precedere la tecnologia necessaria per poterla realizzare. La strada per arrivare al risultato è stata quindi fatta di ostacoli, resistenze e problemi da risolvere, ma anche della capacità di continuare a cercare soluzioni invece di considerare le difficoltà come un punto di arrivo.
È una riflessione che si applica bene anche al mondo immobiliare, soprattutto in una fase nella quale la tecnologia sta modificando rapidamente strumenti e processi. L'intelligenza artificiale può rendere più efficienti molte attività, ma il punto di partenza e quello di arrivo rimangono le esigenze delle persone. La tecnologia può aiutare il professionista a lavorare meglio; la relazione, la capacità di ascolto e la comprensione del cliente continuano a rappresentare una parte fondamentale del valore che l'agente immobiliare porta sul mercato.
Imparare a trasformare i “no” in esperienza
Un altro intervento particolarmente coinvolgente è stato quello di Jia Jiang, imprenditore e autore di Rejection Proof, che ha costruito il proprio percorso partendo da una domanda apparentemente semplice: cosa succede quando si impara ad affrontare il rifiuto invece di cercare continuamente di evitarlo?
La sua esperienza è nata da una serie di richieste volutamente insolite, attraverso le quali ha cercato di esporsi ogni giorno alla possibilità di ricevere un “no”. Da questa esperienza ha sviluppato una riflessione più ampia sulla resilienza, sulla capacità di uscire dalla propria zona di comfort e sul modo in cui affrontiamo gli ostacoli.
Per chi lavora nel real estate, il tema è particolarmente concreto. Una trattativa può interrompersi, un incarico può non arrivare, una proposta può essere rifiutata o un cliente può cambiare idea. Sono situazioni che fanno parte della quotidianità della professione e che richiedono la capacità di continuare a lavorare, imparare e cercare nuove opportunità.
Il valore di questo tipo di testimonianza sta proprio nella possibilità di portare nella propria attività quotidiana uno spunto apparentemente semplice, ma tutt'altro che banale: un rifiuto può diventare un'esperienza dalla quale imparare, anziché semplicemente una porta chiusa.
L'intelligenza artificiale: il valore sta nell'utilizzo
L'intelligenza artificiale è stata naturalmente uno dei temi centrali della Convention. Ma, più che alimentare il rumore che negli ultimi mesi ha accompagnato questo argomento, gli interventi hanno portato l'attenzione su una questione molto più concreta: come integrare realmente l'AI nei processi professionali e come farlo con consapevolezza e responsabilità.
La tecnologia sta diventando sempre più accessibile e gli strumenti a disposizione dei professionisti aumentano rapidamente. Il vero passaggio, però, consiste nel capire quali di questi strumenti possano effettivamente migliorare il lavoro quotidiano, rendere più efficienti determinati processi e permettere all'agente di dedicare più tempo alle attività nelle quali la componente umana rimane fondamentale.
Anche il contributo di Canva, con il focus sull'integrazione dell'intelligenza artificiale e sugli strumenti AI-native, ha mostrato quanto rapidamente stia cambiando il modo di creare contenuti e comunicare con il proprio pubblico.
Per un agente immobiliare significa poter disporre di strumenti sempre più evoluti, ma anche avere la responsabilità di utilizzarli per migliorare il proprio lavoro senza perdere autenticità nella relazione con il cliente.
Quando una professione diventa un percorso imprenditoriale
Tra le testimonianze che hanno raccontato meglio la forza del modello REMAX c'è stata quella di un professionista portoghese che ha condiviso il proprio percorso partendo da un punto di partenza molto semplice: non proveniva dal settore immobiliare e non aveva alle spalle una storia professionale nel real estate.
Entrato in REMAX, ha dovuto imparare il mestiere costruendo giorno dopo giorno competenze, relazioni e metodo. Ha raccontato di aver dedicato i primi anni a un lavoro intenso, arrivando a lavorare anche 10-12 ore al giorno, con la consapevolezza che prima di poter costruire un'impresa era necessario costruire se stesso come professionista.
Il passaggio più interessante della sua storia è arrivato proprio da qui: non si è fermato alla professione di agente, ma ha iniziato progressivamente a costruire un'attività intorno alla propria professione. Dalla crescita personale è arrivata quella del business, dalla costruzione delle relazioni è nato un team e, nel tempo, quel team è diventato una realtà imprenditoriale di dimensioni importanti.
La sua testimonianza ha raccontato quindi qualcosa di molto concreto: nel settore immobiliare non è necessario nascere con un'esperienza specifica per poter costruire una carriera. Si può partire da zero, imparare il mestiere, investire su se stessi e, attraverso obiettivi chiari, disciplina e lavoro, arrivare a costruire una propria impresa.
Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti del modello REMAX: la possibilità di scegliere quanto far crescere la propria professione, passando dall'attività individuale alla costruzione di un team e di un vero progetto imprenditoriale.
Il Referral Marketplace: quando il network diventa business
Se gli interventi sul palco hanno dato molti spunti di riflessione, è stato probabilmente il Referral Marketplace a mostrare nel modo più concreto il valore della rete internazionale.
In uno spazio dedicato, agenti e broker provenienti da tutta Europa e da altri mercati internazionali hanno avuto la possibilità di incontrarsi, presentare le proprie realtà, condividere immobili, scambiarsi contatti e creare nuove relazioni professionali. Non si è trattato semplicemente di un momento di networking, ma di una vera occasione per raccontare il proprio mercato e scoprire quello degli altri, creando le condizioni per future collaborazioni.
Anche REMAX Italia e REMAX Capo Verde, insieme ai propri affiliati, hanno avuto l'opportunità di presentarsi al resto del mondo e di far conoscere le proprie attività, i propri territori e le opportunità che possono nascere all'interno dei rispettivi mercati.
È difficile trovare una rappresentazione più concreta del concetto di network: professionisti che arrivano da Paesi diversi, con mercati e storie differenti, si incontrano e scoprono di poter avere clienti, immobili, competenze o opportunità da condividere.
Il referral nasce proprio da questo tipo di relazione. E una rete internazionale amplia enormemente le possibilità di incontro.
Per un agente, significa sapere che quando un'opportunità supera i confini del proprio mercato non è necessario affrontarla da solo. Può contare su una rete di professionisti con cui confrontarsi, collaborare e costruire valore per il cliente.
È qui che una relazione nata durante una Convention può trasformarsi, nel tempo, in una concreta opportunità di business.
Il valore della Convention continua anche dopo la Convention
REUCON26 si è conclusa con la REMAX Night, una serata che ha raccolto l'energia e l'entusiasmo di due giornate intense. Ma il vero valore di un evento come questo non si esaurisce quando terminano gli speech, si chiudono gli stand o si spengono le luci della location.
Rimane nei contatti salvati sul telefono, nelle persone conosciute, nelle idee annotate durante un intervento e nelle conversazioni iniziate quasi casualmente durante una pausa. Rimane nelle relazioni che continueranno nei mesi successivi e nei progetti che potranno nascere proprio grazie a quegli incontri.
È questo, in fondo, uno degli aspetti più interessanti dell'appartenenza a una rete internazionale: la possibilità di continuare a crescere anche attraverso le persone che si incontrano lungo il percorso.
Una Convention può offrire formazione e ispirazione, ma una rete offre qualcosa che continua nel tempo: la possibilità di confrontarsi, collaborare e generare opportunità insieme.
REUCON26: il valore di essere parte di REMAX
Dopo due giorni a Firenze, ciò che rimane non è soltanto il ricordo di una Convention particolarmente intensa. Rimane la consapevolezza di quanto possa essere grande il perimetro professionale quando si fa parte di una rete internazionale.
Per un agente immobiliare, appartenere a REMAX significa poter lavorare nel proprio territorio mantenendo però una porta aperta verso un mercato molto più ampio. Significa avere la possibilità di incontrare colleghi di altri Paesi, conoscere nuovi approcci professionali, condividere competenze e, soprattutto, costruire relazioni che possono generare nuove opportunità.
È questo il vero valore del network: non lavorare da soli davanti alle opportunità, ma avere una comunità professionale con cui poterle condividere.
REUCON26 ha portato a Firenze migliaia di professionisti e ha trasformato per due giorni la città in un punto d'incontro del mondo REMAX. Ora ogni partecipante torna nel proprio mercato con nuove idee, nuove relazioni e nuovi contatti.
E il bello è che la Convention è finita, ma il network continua.
Perché quando le persone si incontrano, condividono esperienze e costruiscono relazioni, le opportunità non rimangono a Firenze: viaggiano con loro.
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