Carlo Giordano, Board Member e Co-Founder di Immobiliare.it

Chi opera nel mercato immobiliare certamente avrà sentito parlare di lui, o avrà assistito a un suo intervento in un convegno, o l’avrà ascoltato ai microfoni di una radio, o magari avrà avuto il piacere di incontrarlo di persona. Perché conversare con lui è disarmante: pacato e illuminato, professionale e pronto a regalare sorrisi, anche in calce a un’email. 
Intervistarlo è stata una bella sfida perché a Carlo hanno già chiesto tutto e anche di più: andamenti, previsioni, tendenze, preferenze. 
Immobiliare.it, per gli amici “Immo”, è stata la sua intuizione insieme ai suoi soci, la sua sfida imprenditoriale e il successo di questa piattaforma riflette non solo la modernità dell’idea avuta in tempi non sospetti, ma anche l’efficacia della sua formula, che Carlo racconta con tono quasi stupito, ancora sognante, perché probabilmente la sua mente fervida ha già altri progetti in cantiere, che ovviamente non ci svelerà. 


Quindi cosa chiedere a Carlo? Avendoci aperto le porte di casa sua, accettando di farsi intervistare, per noi è stato naturale voler curiosare un po' tra le sue stanze più private per scoprire qualcosa di inedito, che l’imprenditore Carlo non ha ancora raccontato. 
Siete curiosi? Immaginiamo di sì. 
E allora iniziamo! 

Carlo GiordanoDove abiti?

Attualmente vivo in due case: una a Torino, la mia città d’origine, e una a Milano, il luogo dove è iniziata l’avventura di Immobiliare.it 18 anni fa. Entrambe sono case dove tornare “dopo qualcosa”. Dopo la giornata di lavoro, dopo il momento con i famigliari o con gli amici. Di entrambe vivo l’importanza, il riferimento di essere nei “miei posti”.

Quindi vivi in due case; qual è quella del cuore? 

In realtà devo raccontarvi che cinque anni fa ho deciso di comprare una casa di vacanza e, dopo una lunga ricerca, ho trovato - su suggerimento di un Agente Immobiliare che mi conosce molto bene - una baita in montagna. Quando siamo andati a visitarla la prima volta ho sentito quell’emozione che ti fa dire “è lei!”. 
In pochissimo tempo è diventata per me molto più di una seconda casa dove trascorrere la villeggiatura. La vivo come la mia “seconda prima casa”, il mio rifugio, il luogo dove sento di stare veramente bene. 

Perché hai scelto il mondo della casa per fare l’imprenditore?

La risposta è semplice: non l’ho scelto. Non credo che esista per noi un piano infinito, un destino: il nostro percorso è il risultato di incontri, di occasioni. E così è stato per il mio ingresso nel mercato immobiliare in cui sono stato introdotto da un compagno di università. Non è stata la sfida, l’ambizione, la competenza, ma la fiducia in una persona in cui credevo. 
 

Ripensando alla tua carriera, qual è il traguardo più gratificante?

La storia di Immobiliare.it è una di quelle avventure incredibili… un’azienda che cresce con le sue energie, grazie a persone che condividono un progetto, battendo le risorse che solo la finanza, e non l’impresa, sa mettere sul tavolo. Ho vissuto simili emozioni anche nelle mie altre due esperienze lavorative, Andersen Consulting e Diageo, dove ho incontrato colleghi eccezionali in grado di raggiungere risultati inaspettati agli occhi di coloro che guardavano da fuori.
Ma quello che sento maggiormente gratificante è la piccola cosa, il passo avanti quotidiano. Quando mi chiedono il segreto del successo non ho dubbi: è l’incremento marginale. Amo quando una procedura diventa più semplice; mi dà la carica vedere il mio tempo nella corsa ridursi di un secondo al km; sento una nuova energia nel cogliere il sorriso di un collega. Ho imparato che tanti piccoli passi ti portano lontanissimo, soprattutto lasciando indietro l’arrogante che cerca la scorciatoia.

Anche se ci sei capitato quasi per caso, il mercato immobiliare ti piace? 

Tantissimo. È sicuramente il settore più bello del mondo. Del resto, basta una riflessione… Il valore sotteso è enorme: oltre 5.000 miliardi del risparmio delle famiglie italiane, che è oltre il 50% di tutto ciò che abbiamo, è racchiuso e protetto nelle nostre case. E non può essere raccontato o affrontato tramite un semplice foglio excel; le persone ne hanno un coinvolgimento unico. Per lavorare in questo mondo, che sarebbe riduttivo chiamare mercato, bisogna avere la consapevolezza di essere in un luogo importante. 

Venditori certamente, ma venditori di case. Ci racconti il bello di vendere una casa?

Se vivessimo in un mondo in cui le case fossero solo in affitto, tutto sarebbe diverso. Perderemmo ogni contenuto emozionale e la scelta della casa sarebbe solo funzionale, frutto di una semplice analisi costo/opportunità, con la serenità e la superficialità di poter rifare la valutazione in qualsiasi momento. 
Invece, nel nostro mondo le case si possono comprare e non si tratta di un acquisto banale. Gli agenti immobiliari svolgono un lavoro “speciale”, condividono con i clienti sogni, speranze, timori. Mi ricordo di aver letto che un Mediatore Immobiliare non è uomo di transazioni, ma di relazioni. In un mondo dove la tecnologia è sempre più ingombrante, il nostro mercato sarà sempre di più un luogo di privilegiati.

L’annuncio più strano che è stato pubblicato su Immobiliare.it

In 18 anni, su Immobiliare.it sono passate più di 85 milioni di proposte. Quella sicuramente più inaspettata riguardava la vendita di una chiesa sconsacrata. Ci siamo fatti mille scrupoli se fosse il caso di pubblicare quell’annuncio, temendo di poter urtare la sensibilità di alcuni. Dopo molte valutazioni decidiamo di pubblicarlo dandogli particolare visibilità, tanto da farlo diventare spunto di riflessione sui cambiamenti che stanno interessando la società in cui viviamo. Un primo passo verso un’evoluzione di Immobiliare.it che ha così iniziato ad essere molto di più di una semplice vetrina di immobili. 

Non possiamo perdere l’occasione di chiederti cosa pensi dell’AI

Prima di rispondere faccio una premessa. Solo due anni fa, quasi ogni settimana, avevo un invito a un convegno per parlare di Metaverso. Riavvolgendo ancora di più il nastro, senza andare troppo lontano, quattro anni fa l’argomento caldo su cui mi chiedevano commenti era il PropTech. Due temi che oggi non sono più così gettonati.

 

Per l’AI, però, prevedo una storia diversa. Sono convinto che nel breve, 5-7 anni, avrà cambiato molto nelle nostre vite con un impatto sul “fare” e sulle relazioni superiore a quello che ha avuto lo smartphone, anche se non sono ovviamente in grado di quantificarlo. In merito ho sentimenti contrastanti: da una parte mi sento privilegiato nel vivere questo cambiamento, dall’altra lo temo nel profondo.

 

Ho letto il pensiero di un “esperto” che spiegava come nel giro di pochi anni ci rivolgeremo al nostro assistente vocale con la frase “fammi vedere i cinque migliori immobili per me” e riceveremo la miglior risposta. Quindi è chiaro quale possa essere il futuro dell’Agente Immobiliare secondo questo esperto.

 

Ecco, su questo punto, invece, ho un’opinione ben definita e la penso diversamente da lui. Certo, le nuove tecnologie potranno supportarci in alcune attività, come la costruzione degli annunci e l’analisi dei bisogni dei compratori… ma non potranno mai assistere e offrire consulenza alle persone durante la compravendita, in cui sia il venditore sia il compratore vivono un momento importante e delicato da un punto di vista emotivo. E l’“abuso di tecnologia” contribuirà ad aumentare le insicurezze. Credo che in questa società, sempre più conflittuale, il Mediatore Immobiliare sarà la figura di cui avremo ancora più bisogno.
D’improvviso… sarà chiaro per gli Agenti Immobiliari che non devono più mettere “l’immobile davanti a loro”, ma che sono loro stessi la figura ricercata e il tassello più importante del puzzle. Sarà bellissimo vivere i prossimi anni.

Carlo è bellissimo ascoltarti e immaginiamo lo sia anche leggerti. 

E visto che sei così disponibile, a questo punto ne approfittiamo per farti una domanda che interesserà molto i professionisti del real estate.

 

Dove possiamo cercare un nuovo eldorado del mercato immobiliare? 

Sono già passati alcuni mesi dall’inizio del 2024 e questo aiuta a essere più lucidi, più sereni nel guardare l’anno che stiamo vivendo. 
Tutti noi abbiamo sofferto la riduzione delle compravendite del 2023, dopo l’accelerazione vissuta nel 2021 e 2022. 

 

Per un po’ ho argomentato che, escludendo i due anni speciali del ’21 e ’22, alla fine, le 710.000 compravendite del 2023 sono il risultato più alto che abbiamo raggiunto negli ultimi 15 anni. Ma a noi non servono consolazioni. Così, trascurando cupe previsioni legate allo scenario macroeconomico, ho provato a riordinare cosa oggi abbiamo di fronte: tutte le ricerche concordano che le persone hanno rimesso nel loro cuore, nel centro dei pensieri, la casa.     
È chiaro come l’anno della pandemia e la conseguente trasformazione che stiamo tuttora vivendo abbiano dato un nuovo ruolo alle nostre case. E il miglior indice che lo conferma è sicuramente la crescita del tempo che viviamo nelle nostre abitazioni. Per questo, e anche grazie alla spinta verso la ricerca di immobili migliori da un punto di vista energetico, mi sento profondamente convinto che nel nostro Paese esista un desiderio e anche un progetto di acquisito di casa. Le nostre analisi, in accordo con altre ricerche di mercato, evidenziano che oggi in Italia 2,1 milioni di famiglie hanno un progetto di acquisto. Ma poi... la storia ci dice che solo 700.000 lo realizzeranno. 

 

Ecco, è qui l’eldorado: penso che questo potenziale sia sbloccabile. E ciò accadrà se saranno i Mediatori Immobiliari a farsene carico. Ovvero… se saranno proprio loro a trovare il modo migliore per aiutare le famiglie a realizzare il proprio progetto. Non guardiamo più i clienti pensandoli solo come “turisti di immobili”, ma come persone da guidare in un passo fondamentale per la loro esistenza. Sono convinto che nel 2024 si possano tranquillamente superare le 710.000 compravendite del 2023. E questa volta la crescita non sarà frutto del contesto, ma merito di un impegno condiviso da parte di tutta la categoria professionale.

 

 

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